SA TRATTALIA

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Sa Trattalia è un piatto in cui tutto, dalla scelta delle parti dell’agnello meno comuni da trovare in commercio alla cottura lenta sul fuoco, rimanda alle tradizioni pastorali, a ritmi e sapori di tempi antichi da mantenere sempre vivi nella memoria. Da cuocere sullo spiedo come il Porcetto, sa Trattalia consente di apprezzare il gusto più “vero” della Sardegna e dell’Ogliastra. Una pietanza che soddisferà i commensali amanti dei sapori ben definiti, ma che inviterà all’assaggio anche i palati più disposti a sperimentare.

La preparazione de Sa Trattalia, che conosce diverse varianti nei vari territori della Sardegna, richiede un po’ di pazienza, sia nella fase di preparazione della carne che in quella di cottura. Prendete cuore, polmoni, fegato e milza dell’agnello e lavateli accuratamente con acqua e aceto (potete anche lasciarli a bagno in un misto di questi due liquidi per qualche minuto prima di risciacquarli con acqua). Scolate bene il tutto e tagliate la carne in pezzi di grandezza media che infilzerete poi con uno spiedo di buona lunghezza alternandoli a fettine di lardo di maiale. Se volete, come variante, potete aggiungere alle estremità anche delle fette di pane.

A questo punto avvolgete il tutto con il peritoneo e l’intestino tenue dell’agnello intrecciati in modo da formare una sorta di rete fitta (sa nappa per i sardi) che avvolga accuratamente le parti infilzate preparandole per la cottura. Non vi resta, come i tradizionali pastori ogliastrini, che mettere lo spiedo su un fuoco non troppo vivace dove far cuocere il tutto per circa due ore, salando non eccessivamente la carne. In base ad altre versioni in alternativa potete sottoporre le sole parti infilzate nello spiedo a una prima cottura di circa 45 minuti e solo allora avvolgere il tutto con gli intestini. In entrambi i casi il risultato è assicurato: un piatto dal sapore robusto e omogeneo da servire ben caldo ai vostri commensali.